Che ci fosse un filo conduttore tra la defunta Benedetto XIV e la neonata
Pallacanestro Cento è parso chiaro sin dal giorno zero: inutile stare in questi momento e sede ad elencare i punti in comune tra le due società. A rinsaldare il legame tra gli uni e gli altri, ci ha pensato il destino. La “fantozziana” nuvoletta che da sempre ha accompagnato le sorti della prima, spesso protagonista di grandi imprese ma ancor più spesso vittima di cocenti delusioni, pare infatti essersi accanita ora contro la Reno Gas Energy, protagonista di un campionato al di sopra delle aspettative, ma che si ritrova oggi in una situazione quanto meno “singolare”. I biancorossi, dopo avere chiuso la stagione regolare col miglior record di tutta la Serie D Regionale (26 vittorie e 4 sconfitte), si devono infatti accontentare del secondo posto in classifica, perché i cugini della Guercino, dopo aver vinto il derby di ritorno col quale hanno peraltro ribaltato la differenza canestri, hanno successivamente agganciato gli uomini di coach Piccolo in classifica, approfittando del loro passo falso sul campo di Sant’Ilario d’Enza, ad una settimana di distanza dalla stracittadina di cui sopra.
E se all’ultima curva la Pallacanestro Cento ha fatto il suo dovere con la Rebasket (90-82, Burnelli 23), altrettanto hanno fatto Raggi e compagni in quel di Calendasco, cogliendo in provincia di Piacenza i due punti che hanno consentito loro di festeggiare la meritata promozione in Serie C Regionale e costretto la Reno Gas Energy a disputare un play off che fino a Sabato scorso avrebbe visto giocare la eventuale finale al Palabenedetto. Perché il regolamento premierebbe col fattore campo, in caso di finale tra le seconde classificate dei due gironi, la squadra col migliore quoziente canestri, a prescindere dai punti totalizzati in stagione regolare (Cento 52, Granarolo 46).
In tal senso, la Granarolo dell’ex coach e dirigente della Benedetto XIV Gianni Trevisan, avrebbe però dovuto vincere con scarto da fantabasket al sin qui inespugnato Palaruggi di Imola, contro una Virtus che peraltro segna 75 punti a partita e ne concede 67, mentre Granarolo ne segna 78 concedendone poco più di 68.
Il Palaruggi, dunque. Un impianto ben noto agli sportivi centesi, recentemente balzato agli altari della cronaca per una mezza “Royal Rumble” (il termine è preso in prestito dal sito ufficiale della stessa società romagnola), quando la partita con la Libertas Ghepard, prossima avversaria dei biancorossi, era stata sospesa a 3” dalla fine per una rissa che aveva coinvolto i giocatori di entrambe le squadre.
Un Palaruggi ancora una volta teatro di uno spettacolo indubitabilmente atipico, perché Granarolo riesce nell’impresa di rifilare ben 71 (settantuno!) punti di scarto ad una Imola che ne incassa ben 132, segnandone 61, nonostante abbia schierato la sua formazione migliore: da Noferini a Molinari, passando per Cirillo, Gargioni e Squarzoni. Gli stessi uomini, in pratica, che hanno dominato la stagione regolare, meritandosi il salto di categoria con una settimana di anticipo, rispetto alla chiusura della stessa.
Eppure, gli ospiti segnano 3,3 punti al minuto, addirittura un punto ogni dieci secondi in un primo quarto che si chiude sul 16 a 43. I numeri raccontano di un possesso palla di oltre 27 minuti a favore di Granarolo, contro i neanche 13 di Imola, col bomber Tassi che si ferma a quota 49 punti.
A fine partita si prendono in mano le calcolatrici ed il risultato è quanto meno “curioso”: il quoziente canestri di Granarolo è infatti superiore a quello di Cento di un niente: 0,5415 contro 0,5412, quel tanto che basta ai bolognesi per acquisire il diritto a giocarsi l’eventuale finale per la promozione in C Regionale al Palasport di Via Roma. Cifre che si commentano da sole, lasciando sbigottiti addetti ai lavori e semplici tifosi. Cifre di fronte alle quali non si può però fare altro che disquisire a tempo perso di “sportività” e prendere atto della situazione, incominciando piuttosto a pensare al primo turno di play off.
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